Sulle strade del passo sella e del passo gardena con le grand cherokee srt e summit experience.

Motorbox.com
04/12/2017
Tutto intorno alla Jeep® Lounge di Selva di Val Gardena c'è natura, e la tentazione di portare la Jeep® Grand Cherokee sulla cattiva strada è forte. Ma avevamo già fatto offroad in occasione del nostro primo contatto con una Trailhawk (leggi qui la prova). Dunque, snobbo la rossa del trio e viro altrove, attratto dalla sua omologa color bordeaux. Che al posto delle ali di falco sul portellone reca tre letterine: SRT. FINTA BORGHESE -Non conoscessi il loro significato, l'effetto calamita sarebbe più blando: la Jeep® Grand Cherokee SRT è cattiva, ma senza darlo troppo a vedere. Io so cosa mi aspetta. Uno sciatore sceso dal Pian del Gralba, pronto a prenotare il suo test-drive, forse no. E di sicuro non se ne accorge guardandola. Fortuna che ci sono i ragazzi del Jeep® Winterproof Tour a fargli catechismo e, soprattutto, ad accompagnarlo nella guida. AGUZZA L'OCCHIO - La griglia nera non dice granché. Indizio chiave, casomai, sono le pinze freno Brembo che fanno cucù dai cerchi. Se poi ti siedi nell'abitacolo (non troppo diverso da quello delle altre Grand Cherokee) e smanetti un po' nel sistema di infotainment da 8,4'', scopri le Performance Pages, una delle quali serve a controllare l'accelerazione gravitazionale della SRT. Mica normale, per un SUV. Sebbene non nuovo per la Grand Cherokee SRT. GIRETTO ALLEGRO - Ci sarebbe pure il launch control, ma il budello di asfalto che mi si para davanti in direzione del passo Sella non è esattamente l'ambiente giusto per approfittarne. Peccato, perché un bello sparo ci stava: nello 0-100 km/h la Grand Cherokee SRT abbatte il muro dei 5''. Un SUV capace di vedere i 257 all'ora, sparato da un V8 benzina da 468 cavalli e 624 Nm: questo ho per le mani. E me le mordo, non potendo sfoggiare tutti i suoi muscoli. MUSICA ROCK - Qualcosa meglio del semplice turista, però, lo posso fare. Due station wagon grigie mi complicano la vita, probabilmente le stanno guidando gli autisti del Papa. Appena posso li sorpasso e comincio ad arrampicarmi con tutt'altro piglio, snocciolando le marce con le palette del cambio sequenziale a 8 marce. Il motore ha una birra infinita: scorre abbondante e con precisione, senza strappi né isterismi. Perché questo 6.4 litri HEMI non è un turbo ma un aspirato di scuola americana. E lo senti: lo senti sotto il piede - a tratti ti sembra di accelerare col pensiero- e lo senti nelle orecchie, godendoti una colonna sonora coinvolgente come poche. Un rombo energico, un suono da sportiva che non si perde nemmeno con l'Active Noise Cancellation, il dispositivo messo apposta per dare alla Grand Cherokee – anche in versione SRT – quel comfort acustico che ci si aspetta dai grandi SUV premium. I consumi? Manco li guardo. Per non sentirmi in colpa...ATLETICA Meglio pensare ad altro. Ad esempio che con questa Jeep® si sfiorano i 4,90 metri di lunghezza per quasi due tonnellate e mezzo di peso, che sulle pendici delle Dolomiti il motore si mette in spalla come Maciste farebbe con lo zainetto di vostro figlio. Per l'assetto, però, gestire il peso in questo slalom speciale non dev'essere un gioco da ragazzi. E qui la SRT mi sorprende. Rivelandosi davvero piatta e precisa, per il tipo di auto che è, anche quando forzo il passo. Trova in fretta l'appoggio e freni Brembo, sono una bomba: tanto efficaci quanto modulabili. Solo lo sterzo, per quanto preciso, mi ricorda che la Grand Cherokee nasce con tutt'altra missione: quella di portare a spasso famiglie prolifiche (lo spazio abbonda in tutte le direzioni) e benestanti (come tutte le Jeep®, si fa pagare: minimo 57.000 euro, per arrivare a oltre 90.000). FACCIAMO I SERI - Raggiunto il passo Gardena, allora, cambio mood. E mentre sfuma il gusto esotico - a certi motori e a certi sound, qui in Italia, non siamo più abituati- della SRT che ho appena ceduto al collega, mi immergo nella normalità della di una Grand Cherokee Summit. Oddio, si fa per dire: ho pur sempre un V6 da 250 cavalli sotto il cofano, cui di certo il tiro non manca. Ma è un turbodiesel, e il suo timbro sommesso contribuisce a ricreare un'atmosfera più familiare a bordo di un SUV. RELAX - Ciò non toglie che su questa Grand Cherokee ci si possa comunque sentire speciali. La Summit (a partire da 77.200 euro) ha un look paludato ma interni piuttosto esclusivi, rivestiti in pelle Nappa sul cruscotto, sui pannelli porta e sulla consolle centrale. Il tetto è coperto di pelle scamosciata e la musica pompa da un Harman Kardon da 825 Watt. A nettare ottanico era tutto un altro viaggiare, ma qui si sta in pantofole. Per sentirsi più rilassati manca soltanto la vestaglia... Scarica PDF